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www.myspace.com/metodifestival metodi festival III edizionefestival di alta formazione 10 GIORNI DI WORKSHOP, CONVEGNI, INCONTRI DEDICATI AL MESTIERE DELL’ATTORE CONFRONTO TEORICO E PRATICO TRA I METODI DI RECITAZIONE PIU’ PRATICATI NEL MONDOIn questa terza edizione, viene ripreso e approfondito il metodo di Lee Strasberg (David Gideon), che si confronta con la pratica dell'improvvisazione di Viola Spolin (Kathy Hendrickson) e con un'altra esperienza fondante del teatro d'improvvisazione, quella di Keith Johnstone (Frank Totino). Al di là del fenomeno affascinante e poco sviluppato in Italia del teatro d'improvvisazione, sarà interessante esplorare il significato didattico dei metodi d'improvvisazione, il loro modo radicale di mettere alla prova e stimolare continuamente le abilità dell'attore. Improvvisazione come fondamento della recitazione stessa: questo sarà uno dei temi di fondo del convegno, con tutte le sue numerose implicazioni: la disponibilità e la flessibilità dell'attore, l'evento scenico unico e irripetibile da ricreare ad ogni istante, la natura profonda di ogni tipo di performance, e così via. Questa III edizione costituisce la fine del primo ciclo di convegni curati da Metodifestival, in cui l'eredità Stanislavskijana, sviluppatasi prevalentemente negli Stati Uniti, è stata esplorata in tutte le sue espressioni più efficaci e di successo. Tecnica Lee Strasberg, David Gideon, New York Tecnica Viola Spolin, Kathy Hendrickson, New York Tecnica Keith Johnstone, Frank Totino, Canada Tecnica Sanford Meisner, William Esper, New York Tecnica Clive Barker, Paolo Asso, Italia I Workshop sono aperti ad: attori, aspiranti attori, trainers - insegnanti di recitazione, registi, sceneggiatori, drammaturghi, produttori, organizzatori, operatori culturali. TECNICHE Lee Strasberg In Italia più celebre nella teoria che nella pratica, la tecnica sviluppata da Lee Strasberg è un'evoluzione dell’insegnamento di Stanislavskij, e ne ha potenziato soprattutto la parte che riguarda la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva degli attori in relazione alle circostanze sceniche. Gli esercizi e le improvvisazioni create da Strasberg mirano a un’ampia autonomia espressiva dell’attore nell’esprimere lo stretto legame tra emozioni reali e relazioni immaginate prodotte sulla scena.
Keith Johnstone Keith Johnstone, insieme all’americana Viola Spolin, è il profeta del teatro d’improvvisazione. Inglese trapiantato in Canada, ha fondato una nuova forma di spettacolo, il Theatresport, basato su gare d’improvvisazione, oltre ad altri format sempre di carattere improvvisativo. Ma il suo metodo e la dottrina che rispecchia (esposta nel fortunato libro Impro, più di trent’anni fa) va molto al di là dello spettacolo d’improvvisazione; in realtà costituisce un contributo fondamentale al training attorale, con esercizi ed esperienze illuminanti per il percorso artistico di qualunque genere di attore. Paradossalmente – ma non tanto – il lavoro di Johnstone costituisce una delle migliori esperienze per comprendere la logica della drammaturgia, e alcuni concetti portanti del suo metodo restano indelebilmente impressi proprio in chi si occupa di analisi del testo. Viola Spolin Viola Spolin (7 Novembre 1906 - 22 Novembre 1994) è stata un'insegnante di recitazione e un'autrice ed è considerata da molti come la Madrina Americana dell'improvvisazione. Ha influenzato la prima generazione di attori d'improvvisazione del Second City di Cicago alla fine degli anni 50, attraverso il figlio, Paul Sills, che fu uno dei fondatori del Second City. La Spolin ha sviluppato una serie di nuovi esercizi che attraverso il gioco liberano le capacità di ogni individuo ad esprimersi in modo creativo. L'ispirazione per l'uso di giochi ricreativi nel teatro è venuta a Viola Spolin grazie ai suoi trascorsi con la Works Progress Administration durante gli anni della Grande Depressione quando studiava con Neva Boyd. Viola Spolin è l'autrice di molti testi sull'improvvisazione, di cui il più famoso, "Esercizi ed improvvisazioni per il teatro", è stato tradotto nella versione italiana da Paolo Asso e edito da Dino Audino. Questo libro è ancora oggi considerato la "Bibbia dell'improvvisazione".  Sanford Meisner Attore nel grande laboratorio stanislavskiano del Group Theatre, Meisner ha messo a punto in oltre cinquant’anni di insegnamento una tecnica estremamente efficace basata sulle relazioni tra gli attori e sull’azione verbale. La repetition è considerata una delle tecniche più illuminanti per rendere lo scambio verbale come parte dell’azione scenica. Clive BarkerÂ
Il lavoro di Clive Barker (1931-2005) va alla radice della formazione e dei problemi dell'attore. L'uso dei suoi esercizi e dei suoi Theatre Games, ispirati al modo in cui i bambini educano se stessi attraverso il gioco, pone gli attori in una situazione di continua interazione che li costringe con dolcezza - ma senza spazio per i trucchi e le finzioni - ad allargare costantemente la propria sensibilità e capacità di agire una situazione scenica. Formatosi nello straordinario laboratorio del Theatre Workshop di Joan Littlewood, Barker ha dedicato la propria vita a facilitare e rendere chiara e attiva l'esperienza scenica. La sua tecnica, esposta nel libro fondamentale "Theatre Games" ("Giochi di Teatro", Bulzoni Editore), del 1977, chiarisce i principi di Stanislavskij sulla base di una raffinata richiesta psicofisica, grazie ad una preziosa consapevolezza teorica che sfiora la ricerca scientifica e sociale.
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